09-10-11 / 03 / 2012

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Immediatismo

Il capitalismo rivendica la produzione dell’ordine attraverso la riproduzione del desiderio, che si origina nella produzione della mancanza, riproducendo sè stesso nell’incopiutezza, nella negazione e nell’alienazione. Appena lo spettacolo comincia a disentegrarsi, come un programma malfunzionante di realtà virtuale, esso rivela l’osso spolpato della merce. Come i viagiatori delle fiabe irlandesi che visitano l’altro mondo in stato di trance, cibandosi di soprannaturali delicatezze, ci risvegliamo in un’alba nebbiosa con cenere nelle nostre bocche.

Hakim Bey, Immediatismo! Edizioni Ripostes 1995. Scarica libro

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Music

Quando si parla della terapia, del carnevale, del mondo alla rovescia, del dolore, di varie concentrazioni affettive e psicologiche che s’inseriscono dentro un contenitore musicale, mi ricordo sempre di un contadino nell’avellinese. Parlavamo, lui era stato emigrato e gli chiesi: “Per te cos’è questo suonare?”. Anzi mi espressi in termini colti, dissi:  “Per te cos’è la musica?, “Eh – disse- sapete, la musica è quella cosa che tu fai una cosa e ne pensi un altra”.

Diego Carpitella

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A/I needs you!

Continua

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Capodanno 2012 TORINO – Funk Rebel – Entropic – Kaosmatik!

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“It’s all in the mix”

 

La città è il luogo dove convivono, aspetti retrò, luoghi ormai disabitati del moderno, grandi fabbriche del passato, assieme al biancore asettico dei luoghi del capitale finanziario e della produzione di merci. La città metropolitana è il luogo della sovrapposizione senza miscelamento di culture e di  pratiche esistenziali afone tra loro. Quando però si determina la possibilità di convergenza di interessi, per ragioni storiche o casuali, assistiamo alle volte ad una sorta di corto-circuito nel controllo sociale, un inversione del senso sociale e altre volte ad un black-out.
E in qualche interzona del nostro pianeta nasce l’hip-hop, il rap e il gli acidi, irreprensibili graffiti di strada impressi sulle classiche architetture industriali, le bombolette spray e gli stencil. Dub,  funky, reggae, soul, be bop s’intersecano dando vita a qualcosa di nuovo. Loops dall’effetto ipnotico che riciclano i suoni della metropoli iniziano a vibrare dalle cuffie di qualche Dj.
Immagini di spazi distrutti, spazi che hanno perso il loro scopo originale: magazzini, labirinti di stradine, piogge radioattive, palazzi e zone non  soggette alle leggi, della pianificazione urbana e della psicologia dominante. Praticando la razzia, divenendo corsari, trasformandosi in virus parassiti, nascono nuove  sonorità, nuove visioni provenienti da un regno mutante che rubando qua e là prendono forma nel ventre del mostro occidentale. Ibridazioni non convenzionali, tentativi e sperimentazioni ecco a voi il mix…

“niente è finito per sempre e la natura delle cose commerciabili è solo pattume: se tu non riesci a lavorare ed a intervenire sopra queste cose avrai solo pattume”.

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TEKNO – Il respiro del mostro

Il film intende partire da una breve analisi storica dall’origine della scena rave (inizio anni ’90 in Gran Bretagna) fino all’espansione e al consolidamento nell’Europa Continentale da fine anni ’90 al 2005, utilizzando soprattutto materiale di repertorio girato da tribe storiche come ‘Spiral tribe’ durante i rave parties. Cuore del documentario sarà poi la Festa e tutto ciò che ruota attorno all’organizzazione dell’evento ‘teknival’seguendo i punti: a) ricerca degli spazi da occupare per le feste b) occupazione dello spazio c) costruzione dell’apparecchiatura musicale e della scenografia d) musica, ballo e trance e) performance artistiche f) ruolo del dj g) situazioni di socialità tra i partecipanti h) gestione tecnica della festa (gasolio ai generatori, controllo delle apparecchiature) I) interviste alle persone coinvolte nelle attività Le interviste ai personaggi coinvolti serviranno ad affrontare le tematiche: il nuovo nomadismo, l’interazione con le istituzioni, luoghi dei teknival fino allo stato attuale (un po’ degenerato) delle feste.

Link per scaricare il doc

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no bordHerTZ fest


Assemblea No Bordhertz Fest

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ModificAzioni corporali

Dreadlocks, piercing, tatuaggi, sono elementi che solo di recente sono entrati a far parte delle pratiche comuni di modificazione corporale. In passato, in Occidente, il corpo non veniva mai disegnato, costruito o inciso. Soltanto i criminali, le prostitute, le persone marginali erano solite deformare e disegnare il loro corpo. Il rossetto, lo stesso anello all’orecchio, erano abituali solamente per i pirati o per le persone considerate al di fuori della legge.  Oggi invece molti individui mutano il loro corpo per esprimere un cambiamento. Segnare un distacco dalla tradizione estetica occidentale e dalle sue costrizioni. Per liberarsi quindi non solo nella mente ma anche nel aspetto.

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La Giungla

“Storia della musica Jungle” tratta dalla rivista internazionale underground Decoder N°11 del 1996

Sempre per recuperare quelle Storie che appartengono anche a noi. Sulla nascità della musica Jungle: dalle prime radio pirata, fino ai rave, sempre cavalcando l’onda della protesta sociale. Opponendosi alla progressiva standardizzazione della house music, proponendo percussioni poliritmiche, bassi dalle frequenze subsoniche e una fusione dei ritmi funk, dub, electro, rap, acid, reggae al fine di creare la definitiva danza trance tribale…

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